Italian Reaper: dal Carolina Reaper coltivato sul Lago di Como alla nostra Hot Sauce
Un Carolina Reaper appena raccolto non assomiglia ancora a una salsa.
È rugoso, irregolare, rosso intenso e contiene una piccantezza difficile da ignorare.
Italian Reaper nasce da una domanda diversa da quella che normalmente accompagna questo peperoncino: non quanto possiamo farla piccante, ma come trasformiamo il Carolina Reaper che coltiviamo in una salsa che abbia davvero senso mangiare?
Da questa domanda abbiamo costruito tutto il resto.
A Comasira, frazione di Bellano sul Lago di Como, Comasira’s coltiva Carolina Reaper e altre varietà di peperoncino all’interno del proprio progetto agricolo.
Italian Reaper parte proprio da lì.
Dal frutto.
Dalla raccolta.
E da una ricetta studiata per lasciare spazio al peperoncino senza ridurre tutto a una semplice prova di resistenza.
Molto piccante. Ma prima di tutto una salsa.
[FOTO HERO — bottiglia Italian Reaper nel campo]
Prima della salsa c’è il Carolina Reaper
Il Carolina Reaper appartiene al mondo dei cosiddetti superhot.
È conosciuto soprattutto per la sua intensità, ma fermarsi alla sola piccantezza sarebbe riduttivo.
Il frutto fresco ha una propria identità.
Profumo.
Aroma.
Parte vegetale.
Caratteristiche che cambiano durante la maturazione e che diventano ancora più interessanti quando il peperoncino viene trasformato.
Per Comasiras è proprio questo il punto.
Non volevamo semplicemente aggiungere “calore” a una salsa.
Volevamo costruire una salsa attorno al Carolina Reaper.
[FOTO — due Carolina Reaper maturi in mano]
Il Carolina Reaper di Italian Reaper nasce nel nostro progetto agricolo
Il Carolina Reaper utilizzato in Italian Reaper viene coltivato nell’ambito del progetto agricolo Comasira’s.
Questo significa seguirlo molto prima che arrivi in cucina.
La pianta cresce.
Fiorisce.
Cominciano a comparire i primi frutti.
Il verde lascia gradualmente spazio al rosso.
Poi arriva il momento della raccolta.
Avere un rapporto diretto con la materia prima ci permette di osservare il peperoncino non soltanto come ingrediente, ma come pianta.
Vigore.
Maturazione.
Forma.
Colore.
Produttività.
Carattere del frutto.
È lo stesso principio che Comasiras applica alle altre varietà coltivate: non interessa soltanto sapere quanto siano piccanti.
Interessa capire cosa possono diventare.
[FOTO GRANDE — raccolto di Carolina Reaper nel contenitore bianco]
Carolina Reaper raccolti nell’ambito del progetto agricolo Comasiras.
Perché si chiama Italian Reaper?
La seconda parte del nome è semplice.
Reaper viene dal Carolina Reaper.
La prima parte racconta invece la nostra interpretazione.
Un peperoncino nato lontano dall’Italia viene coltivato nel progetto agricolo Comasira’s sul territorio di Bellano e trasformato attraverso una ricetta che non vuole semplicemente replicare una Hot Sauce americana.
Volevamo costruire la nostra.
Da qui Italian Reaper.
Una Hot Sauce in cui il Carolina Reaper incontra pomodoro, mela, prugna, aceto di mela, cipolla, aglio, olio extravergine di oliva, erbe aromatiche e spezie.
Un peperoncino estremo dentro una ricetta che guarda anche alla cucina.
La ricetta: costruire qualcosa intorno al fuoco
Gli ingredienti di Italian Reaper sono:
polpa di pomodoro, Carolina Reaper fresco, succo di mela, aceto di mela, cipolla, mela, zucchero di canna, marmellata di prugne, olio extravergine di oliva, aglio, erbe aromatiche e spezie.
Una lista di ingredienti, però, non racconta davvero la ricetta.
La domanda interessante è:
perché sono lì?
Carolina Reaper — il fuoco
È il protagonista.
La piccantezza deve essere evidente e importante.
Non viene nascosta.
Ma il Carolina Reaper deve vivere dentro una salsa, non sostituirla.
Pomodoro — il corpo
La polpa di pomodoro costruisce la base.
Dà struttura e permette a Italian Reaper di comportarsi come una vera salsa da utilizzare su carne, burger, BBQ, pollo o pizza.
Mela — la parte fruttata
Mela e succo di mela aggiungono una componente più fresca e rotonda.
Non servono a trasformare Italian Reaper in una salsa dolce.
Servono a creare contrasto e a collegare il peperoncino con la parte acidula della ricetta.
Prugna — la profondità
La marmellata di prugne porta una nota più scura e concentrata.
È uno degli elementi che aiutano la ricetta Comasiras a non fermarsi alla classica combinazione pomodoro-aceto-peperoncino.
Aceto di mela — la tensione
L’acidità è fondamentale.
Alleggerisce la parte più rotonda della salsa e diventa particolarmente utile quando Italian Reaper incontra ingredienti grassi, affumicati o molto sapidi.
Cipolla, aglio, erbe e spezie — il fondo aromatico
Sono gli ingredienti che costruiscono il livello più profondo della salsa.
Non devono necessariamente emergere singolarmente.
Devono lavorare insieme.
Olio extravergine di oliva — la rotondità
L’olio extravergine completa la struttura e introduce un ingrediente profondamente legato alla cucina italiana.
Non rende Italian Reaper una salsa tradizionale.
La rende la nostra interpretazione italiana di una Hot Sauce al Carolina Reaper.
Una ricetta costruita per equilibrio, non per nascondere il peperoncino
Questo è importante.
Italian Reaper non cerca di rendere il Carolina Reaper innocuo.
Non avrebbe senso.
Il peperoncino deve restare protagonista.
La ricetta serve invece a costruire qualcosa prima, durante e intorno alla piccantezza.
Pomodoro.
Frutta.
Acidità.
Aromi.
Poi il fuoco.
È questa progressione che interessa a Comasira’s.
Non soltanto “quanto forte è”.
Ma come ci arrivi.
Niente scorciatoie: il piccante parte dal frutto
La filosofia di Italian Reaper è semplice.
La piccantezza deve arrivare dal peperoncino utilizzato nella ricetta.
Il protagonista è il Carolina Reaper fresco.
Non volevamo costruire il prodotto attorno a estratti di capsaicina aggiunti soltanto per spingere artificialmente il livello sempre più in alto.
Il Carolina Reaper ha già abbastanza carattere.
E soprattutto porta con sé qualcosa che un estratto non può sostituire:
il frutto.
La sua aromaticità.
La sua materia.
La sua identità.
Quanto è piccante Italian Reaper?
Molto.
È inutile girarci intorno.
Italian Reaper non nasce come salsa d’ingresso per chi non mangia mai peperoncino.
È pensata per chi ha già familiarità con il piccante e vuole una Hot Sauce con un livello di intensità importante.
C’è però una distinzione fondamentale.
Il valore Scoville del Carolina Reaper fresco non coincide automaticamente con il valore Scoville della salsa finita.
Italian Reaper contiene molti altri ingredienti.
Per attribuire alla salsa un numero preciso servirebbe una misurazione specifica sul prodotto finito.
Per questo Comasiras preferisce non inventare numeri.
È più corretto raccontare l’esperienza.
La salsa arriva.
Poi il Reaper cresce.
E rimane.
Prima il sapore. Poi il fuoco.
Se dovessimo descrivere Italian Reaper in una frase, sarebbe questa.
Prima il sapore. Poi il fuoco.
Il primo impatto deve lasciare spazio a pomodoro, frutta, acidità e aromi.
Poi la piccantezza sale.
Il Carolina Reaper prende progressivamente spazio.
E persiste.
Questa è la differenza tra una salsa che assaggi una volta per sfida e una salsa molto piccante che puoi voler aprire di nuovo.
Comasira’s non voleva mettere in bottiglia una prova di resistenza.
Volevamo mettere in bottiglia una Hot Sauce.
Dal raccolto alla bottiglia
La bottiglia è l’ultima parte della storia.
Prima ci sono le piante.
Poi i frutti.
La maturazione.
La raccolta.
La selezione.
La preparazione della ricetta.
La lavorazione.
Solo alla fine arriva Italian Reaper.
[FOTO — bottiglia Italian Reaper davanti alle file di coltivazione]
Questo è uno dei motivi per cui il rapporto tra agricoltura e trasformazione è così importante nel progetto Comasiras.
Il prodotto non comincia quando viene riempita la bottiglia.
Comincia molto prima.
Come usare Italian Reaper
Con una salsa di questa intensità il dosaggio fa parte dell’esperienza.
Non serve coprire tutto il piatto.
Il metodo migliore è semplice:
poche gocce → assaggio → eventualmente aumenti.
Italian Reaper funziona particolarmente bene quando incontra piatti con struttura, grasso, tostatura o affumicatura.
Burger
Carne, formaggio, bacon e pane hanno abbastanza struttura da sostenere una Hot Sauce importante.
Qualche goccia di Italian Reaper può aggiungere acidità, parte fruttata e una piccantezza molto intensa.
Può essere utilizzata direttamente oppure miscelata in quantità controllata con una salsa più morbida.
BBQ e costine
Qui Italian Reaper entra in uno dei territori più naturali.
Carne.
Brace.
Affumicatura.
Caramellizzazione.
Grasso.
Acidità e piccantezza hanno qualcosa contro cui lavorare.
[FOTO GRANDE — Italian Reaper sulla griglia con carne e montagne sullo sfondo]
Italian Reaper, brace e carne: uno degli abbinamenti più naturali della Hot Sauce Comasira’s.
Carne alla griglia
Manzo, maiale e altre preparazioni alla griglia funzionano molto bene con una salsa intensa.
Le note tostate della cottura incontrano la parte fruttata e acidula della ricetta.
Qui il Carolina Reaper può diventare quasi una finitura.
Poche gocce.
Non serve molto altro.
Pollo
Pollo arrosto, fritto o alla griglia è una base relativamente neutra che lascia emergere molto bene Italian Reaper.
Può essere utilizzata direttamente oppure all’interno di una salsa di accompagnamento.
[FOTO — Italian Reaper versata sul pollo]
Pizza
Anche la pizza può funzionare.
Soprattutto con ingredienti importanti:
salumi;
salsiccia;
formaggi intensi;
ingredienti affumicati.
Qui il consiglio Comasiras è semplice:
poche gocce dopo la cottura.
Con Italian Reaper non serve riempire la pizza.
Qualche punto di salsa è già sufficiente a cambiare completamente il morso.
[FOTO — pizza + bottiglia Italian Reaper]
Verdure
Il Carolina Reaper non appartiene soltanto alla carne.
Melanzane.
Peperoni.
Patate.
Verdure grigliate o arrostite.
La dolcezza naturale di alcune verdure e le note tostate della cottura possono lavorare molto bene con il profilo di Italian Reaper.
Marinature e altre salse
Una piccola quantità di Italian Reaper può entrare anche in una marinatura o essere miscelata con altre salse.
È un modo per distribuire il piccante in maniera più uniforme e controllarne meglio l’intensità.
La regola resta sempre la stessa.
Partire da poco.
Italian Reaper e Hot Honey Extra Hot: due prodotti, due idee diverse
Nel mondo Comasira’s esistono oggi modi molto differenti di lavorare con peperoncini intensi.
Extra Hot nasce dal miele d’acacia e dal Trinidad Scorpion.
Italian Reaper nasce invece da una salsa costruita attorno al Carolina Reaper fresco.
Extra Hot lavora soprattutto sul contrasto:
dolce + piccante.
Italian Reaper lavora invece su:
pomodoro + frutta + acidità + aromi + piccantezza.
Non sono due livelli della stessa scala.
Sono due prodotti differenti.
Due ricette.
Due modi diversi di utilizzare il peperoncino.
Una Hot Sauce italiana che parte dal Lago di Como
Quando Comasiras parla di Italian Reaper come Hot Sauce italiana, il riferimento non riguarda soltanto il luogo in cui viene confezionata.
Il legame che vogliamo raccontare è più concreto.
Comasira.
Bellano.
Lago di Como.
Coltivazione dei peperoncini.
Raccolta.
Trasformazione.
Piccoli lotti.
[FOTO — bottiglia Italian Reaper nel campo]
Il territorio non serve soltanto come immagine.
Fa parte del percorso reale della materia prima.
Chi cerca Italian Reaper, Comasiras, una salsa Carolina Reaper italiana o una Hot Sauce italiana deve poter capire che dietro la bottiglia esiste anche un progetto agricolo.
Dalla materia prima al prodotto
Italian Reaper rappresenta bene una direzione che vogliamo continuare a sviluppare.
Partire da ciò che coltiviamo.
Conoscerlo.
Osservarlo.
Trasformarlo.
E capire quali prodotti possono nascere da quelle caratteristiche.
Non soltanto scegliere un ingrediente per una ricetta già decisa.
Lasciare che sia anche la materia prima a influenzare il prodotto finale.
È lo stesso principio che Comasira’s vuole applicare alle future varietà e selezioni di peperoncino.
Non una sfida. Una salsa.
Il Carolina Reaper rimane un peperoncino estremo.
Italian Reaper non prova a nasconderlo.
Ma il nostro obiettivo non è mettere in bottiglia soltanto dolore.
Vogliamo una salsa.
Da dosare con rispetto.
Da mettere sulla carne.
Da usare nel BBQ.
Da provare sul pollo.
Sulla pizza.
Dentro una marinatura.
Molto piccante.
Ma con qualcosa da dire anche prima che arrivi il fuoco.
Questa è Italian Reaper.
Domande frequenti su Italian Reaper
Cos’è Italian Reaper?
Italian Reaper è la Hot Sauce Comasira’s realizzata con Carolina Reaper fresco insieme a polpa di pomodoro, mela, succo di mela, prugna, aceto di mela, cipolla, zucchero di canna, olio extravergine di oliva, aglio, erbe aromatiche e spezie.
Italian Reaper è molto piccante?
Sì. È pensata per chi cerca una piccantezza importante. Il consiglio è iniziare con poche gocce e aumentare gradualmente.
Quale peperoncino utilizza Comasiras per Italian Reaper?
Il protagonista è il Carolina Reaper fresco coltivato nell’ambito del progetto agricolo Comasiras.
Il Carolina Reaper viene coltivato sul Lago di Como?
Il Carolina Reaper destinato al progetto viene coltivato da Comasira’s a Comasira, nel territorio di Bellano sul Lago di Como.
Italian Reaper contiene estratti di capsaicina?
La ricetta è costruita per ottenere la piccantezza dal Carolina Reaper fresco utilizzato nella salsa, senza basarsi su estratti aggiunti per aumentare artificialmente l’intensità.
Come si usa Italian Reaper?
Burger, carne, BBQ, costine, pollo, pizza, verdure, marinature e altre salse sono alcuni degli utilizzi più interessanti.
Italian Reaper e Hot Honey Extra Hot sono la stessa cosa?
No. Extra Hot è un Hot Honey a base di miele d’acacia e Trinidad Scorpion. Italian Reaper è una Hot Sauce costruita intorno al Carolina Reaper, pomodoro, frutta, aceto e aromi.
Comasiras e Comasira’s sono la stessa realtà?
Sì. Comasira’s è la grafia ufficiale del marchio. Comasiras è la variante senza apostrofo con cui il brand viene anche digitato e cercato online.